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il Monte Amiata

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'Pietra porta'
la 'Buca delle Fate'
la 'Seggiola del Diavolo'
il 'Sasso della Lupareccia'
la 'balena bianca' di Bagni S. Filippo

Molte formazioni rocciose, originate dalle colate vulcaniche, hanno assunto particolari conformazioni, è il caso di 'Pietra Porta' un masso caratterizzato da una fessura che lo attraversa da parte a parte dalle sembianze di una porta, oppure della 'Seggiola del Diavolo', masso isolato a forma di un trono.

L'area su cui sorge il paese di Vivo d'Orcia, come tutto il Monte Amiata, è stata caratterizzata dai fenomeni vulcanici che si sono protratti sino a circa 270.000 anni fa (quindi sino ad un'epoca relativamente recente).

Le eruzioni hanno sovrapposto alle rocce plioceniche ed a quelle di formazione precedente, uno strato di lava che solidificandosi ha originato una roccia nera porosa di origine trachitica, (nota in zona con il nome di 'peperino'), la quale atraverso molteplici fratture permette l'infiltrazione di acqua piovana in profondità dando così origine a numerose sorgenti e depositi di acque termali.

I fenomeni vulcanici hanno poi dato origine a molteplici grotte ed anfratti, alcune delle quali utilizzate come riparo anche in epoca preistorica, il 'Sasso della Lupareccia', la 'Buca delle Fate', il 'Riparo Cervini', sono alcune di queste.

Molti di questi massi, dalle imponenti dimensioni o dalla particolare conformazione, sono inoltre stati utilizati storicamente come termini di confine, è il caso del 'Sasso degli Albinelli' e del 'Sasso dei Merchi' sui quali sono ancora oggi visibili delle iscrizioni.

Dal punto di vista geologico, oltre alle crete, alle biancane ed ai mammelloni della Val d'Orcia, da non perdere anche i depositi calcarei di Bagni San Filippo (stazione termale distante 10 Km circa da Vivo d'Orcia), e tra questi, quello denominato la 'balena bianca'. I suddetti depositi sono originati da sorgenti termali che sgorgano ad una temperatura che và dai 25 ai 52°C.